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Il Re Vestito A Nuovo - http://emperors-clothes.com/italian/indexi.htm

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Perché Washington vuole l'Afghanistan
di Jared Israel, Rick Rozoff & Nico Varkevisser
Traduzione di Luca, Vicenza. [18 Settembre 2001]
Versione originale: http://emperors-clothes.com/analysis/afghan.htm
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"Il mio Paese comprende realmente che questa è la Terza Guerra Mondiale? E se questo attacco è la Pearl Harbor della Terza Guerra Mondiale, significa che abbiamo davanti una lunga, lunga guerra". (Thomas Friedman, 'New York Times,' 13 settembre 2001)

Gli uomini chiave del governo Usa e dei media hanno usato il bombardamento del World Trade Center e del Pentagono per creare uno stato internazionale di paura. Questo ha portato i più vicini alleati di Washington (in particolare Germania e Gran Bretagna, ma non l'Italia) ad accordare carta bianca per quanto riguarda la loro partecipazione alle rappresaglie Usa.

Ed è servito ad oscurare la domanda più importante: Washington nasconde altre intenzioni, una strategia che va oltre lo sganciare bombe? E se esiste, cos'è, e che conseguenze ha per il mondo?

***

Alcuni titoli di prima pagina dei principali giornali statunitensi:

"Terza Guerra Mondiale" ('New York Times,' 13/9)

"Diamo una chance alla guerra" ('Philadelphia Inquirer,' 13/9)

"E' il momento di usare l'opzione nucleare" ('Washington Times,' 14/9).

Inizialmente, una serie di stati è stato minacciato in quanto "sostenitori del terrorismo", che non sono "con noi", perciò sono "contro di noi": Cuba, Iran, Iraq, Libia, Corea del Nord, Sudan e Siria.

Pur diversi per molti aspetti, essi hanno in comune tre cose: hanno affrontato decenni di ostilità degli Stati Uniti, i loro governi sono laici e non hanno connessioni con Osama bin Laden.

In "Diamo una chance alla guerra" ('Philadelphia Inquirer') David Perlmutter ha avvertito che, se questi paesi non ubbidiranno agli ordini di Washington, essi dovranno: "Prepararsi alla distruzione sistematica di tutte le centrali energetiche, tutte le raffinerie, tutti gli oleodotti, tutte le installazioni militari, tutti gli uffici governativi in tutta la nazione... il collasso totale della loro economia per una generazione."

I paesi che collaborarono alla creazione del regime talebano, addestrando e finanziando le forze di Osama bin Laden, e che non hanno mai smesso di versare fondi ai Talebani - cioè il Pakistan, i fedeli alleati degli Usa Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti, e gli Stati Uniti stessi - non sono stati messi nella lista dei "nemici". Al contrario, sono tutti alleati nella Nuova Guerra Mondiale contro il terrorismo.

E solo ieri, tanto per alzare il tiro, il Segretario alla Difesa Donald Rumsfeld ha detto: "Gli Stati Uniti si impegneranno in uno sforzo multilaterale per colpire le organizzazioni terroristiche nei 60 paesi che le sostengono. Non abbiamo altra scelta".

La minaccia di bombardare un terzo delle nazioni del mondo ha spaventato molta gente. E questa, secondo noi, ne era l'intenzione. Per due motivi.

Primo, se Washington limiterà i suoi attacchi, aggredendo principalmente l'Afghanistan, il mondo tirerà un sospiro di sollievo.

E noi pensiamo che Washington attaccherà fortemente l'Afghanistan - per primo. Altre violazioni di sovranità, oltre all'uso forzato del Pakistan come base per gli attacchi, seguiranno a sostegno dell'iniziativa principale. Potrebbe svilupparsi ad esempio altro terrorismo di stato, come un aumento dei bombardamenti non provocati sull'Iraq (come diversivo).

Ma al centro dell'attenzione nell'immediato, noi pensiamo ci sarà l'Afghanistan.

Secondo, questa tattica del terrore serve a distrarre dalla strategia principale di Washington, molto più pericolosa della minaccia di bombardare numerosi paesi.

Washington vuole impossessarsi dell'Afghanistan al fine di accelerare il completamento della frammentazione delle repubbliche ex sovietiche, così come ha distrutto la ex Jugoslavia.

E questo è il più grave dei rischi che corre l'umanità.

COSA VUOLE WASHINGTON DAL MISERO AFGHANISTAN?

Per rispondere a questa domanda bisogna prendere la carta geografica dell'Europa e dell'Asia. Considerate l'enorme estensione dell'ex Unione Sovietica, in particolare della Russia.

La Russia non è solo molto estesa, possiede ricchezze incalcolabili (la maggior parte non ancora sfruttate), ma è l'unica potenza nucleare mondiale oltre agli Usa.

A dispetto di ciò che crede l'opinione pubblica, la potenza militare russa non è stata distrutta; anzi, è decisamente più forte, in relazione agli Usa, che durante il primo periodo della Guerra Fredda.

Se gli Stati Uniti riusciranno a frantumare la Russia e le altre repubbliche ex sovietiche in entità deboli e controllate dalla Nato, Washington avrà le mani libere per sfruttare le immense ricchezze di quelle terre dove e come vorrà, senza temere reazioni.

E a dispetto delle chiacchiere che parlano di una collaborazione tra Russia e Stati Uniti, e nonostante i gravi danni provocati in Russia dal Fondo Monetario Internazionale, queste rimangono le intenzioni della politica Usa. (3)

L'Afghanistan ha una posizione strategica, non solo perché confina con Iran, India, e persino (con una piccola striscia) con la Cina, ma, molto più importante, condivide confini e religione con le repubbliche centro asiatiche dell'ex Unione Sovietica: Uzbekistan, Turkmenistan e Tajikistan. Le prime due confinano a loro volta con il Kazakhstan, che confina direttamente con la Russia.

L'Asia centrale è strategica non solo per i vasti giacimenti petroliferi, ma soprattutto per la sua posizione. Se Washington dovesse arrivare a controllare queste repubbliche, a quel punto avrebbe basi militari nelle aree seguenti: il Baltico, i Balcani, la Turchia, e le repubbliche in questione.

E questo sarebbe un cappio attorno al collo della Russia.

Si aggiunga che Washington già controlla le repubbliche dell'Azerbaijan e della Georgia, al sud, ed è facile capire come gli Usa sarebbero nella posizione ideale per lanciare istigazioni alla "ribellione" in tutta la Russia.

La Nato, la cui attuale dottrina permette di intervenire nei paesi confinanti con gli stati membri, potrebbe poi iniziare "guerre a bassa intensità" che prevedano l'uso di armi nucleari tattiche (come ufficialmente dichiarato nella dottrina ufficiale), in "risposta" alle innumerevoli "violazioni dei diritti umani".

E c'è qualcosa di ironico nel fatto che Washington pretenda di ritornare in Afghanistan per combattere il terrorismo islamico, dal momento che per distruggere i sovietici gli Usa stessi crearono i quadri del terrorismo islamico negli anni '80.

Non si trattò, come molti credono, di una sorta di aiuto ai ribelli che contrastavano l'espansionismo sovietico. Al contrario, l'intervento sovietico in Afghanistan fu concepito come un'azione difensiva per mantenere, e non alterare, l'equilibrio globale delle forze.

Accadde infatti che gli Stati Uniti misero in atto azioni segrete al fine di "incoraggiare" l'intervento dei russi, allo scopo di trasformare la società tribale rurale afgana in una forza militare che contribuisse a dissanguare l'Unione Sovietica.

Tutto questo è stato ammesso dallo stesso Zbigniew Brzezinski, a capo della Sicurezza Nazionale statunitense a quel tempo.

Prendiamo in considerazione i seguenti brani tratti da articoli giornalistici.

Il primo, dal 'N.Y. Times':

"La resistenza afgana fu sostenuta dai servizi di intelligence degli Stati Uniti ed Arabia Saudita attraverso la fornitura di circa 6 miliardi di dollari di armamenti. E la zona bombardata la settimana scorsa [l'articolo fu pubblicato dopo l'attacco missilistico dell'agosto 1998], un complesso di sei accampamenti attorno a Khost, dove l'esule saudita Osama bin Laden ha finanziato una sorta di "università del terrorismo", è ben conosciuta alla Cia (secondo le parole di un ufficiale esperto dei servizi di intelligence).

... alcuni degli stessi combattenti che lottarono contro i sovietici con l'aiuto della Cia, stanno ora combattendo sotto la bandiera di Mr. bin Laden..." ('NY Times,' 24 agosto 1998, pagine A1 & A7 ).

E questo articolo dal londinese 'Independent':

"La guerra civile afgana è in corso, e l'America è presente fin dall'inizio - o prima dell'inizio, se dobbiamo credere alle parole di Brzezinski [Zbigniew, ex Consigliere per la Sicurezza Nazionale ed ora stratega di politica internazionale].

'Non abbiamo spinto i russi ad intervenire', ha affermato in una intervista del 1998, 'ma abbiamo consapevolmente aumentato le probabilità che lo facessero. Questa operazione segreta fu un'idea eccellente. Portò i russi nella trappola afgana. Vorreste che lo negassi?'[affermò Brzezinski].

Gli effetti a lungo termine dell'intervento americano secondo la prospettiva da guerra fredda di Brzezinski, misero, 10 anni dopo, l'Unione Sovietica in ginocchio. Ma ci furono anche altri effetti.

Per sostenere la guerra, la Cia, d'accordo con l'Arabia Saudita e l'intelligence militare pakistana ISI (Direttorio Integrato d'Intelligence), versò milioni e milioni di dollari ai Mujahedeen. Fu il più sicuro dei modi di condurre una guerra: gli Usa (e l'Arabia Saudita) fornirono i fondi, e gli Stati Uniti anche un limitato addestramento. Fornirono inoltre i missili antiaerei Stinger, che in definitiva furono quelli che cambiarono il corso della guerra.

L'ISI pakistano fece dell'altro: addestramento, equipaggiamento, indottrinamento e consulenza. E fecero il loro lavoro con ostentazione: il leader militare di allora, il generale Zia ul Haq, egli stesso di tendenza fondamentalista, si gettò nell'impresa con passione." ('The Independent' (Londra) 17 settembre 2001. Sintesi.)

Per arrivare a tempi a noi vicini, va notato che gli Stati Uniti hanno aiutato i Talebani anche recentemente, a dispetto delle dichiarazioni di condanna per la violazione dei diritti umani:

"L'amministrazione Bush non si è lasciata intimidire. La settimana scorsa ha versato altri 43 milioni di dollari in assistenza all'Afghanistan, arrivando così ad un aiuto complessivo per quest'anno di 124 milioni [di dollari] e ponendo così gli Stati uniti come primo paese donatore umanitario.('The Washington Post,' 25 maggio 2001)

Perché gli Usa e i loro alleati hanno continuato - fino ad oggi - a finanziare i Talebani? E perché, ciò nonostante, adesso attaccano la loro mostruosa creatura?

E' nostra convinzione, così com'è quella di molti osservatori della regione, che Washington ordinò all'Arabia Saudita e al Pakistan di finanziare i Talebani affinché essi facessero un lavoro: consolidare il controllo sull'Afghanistan e da qui destabilizzare le repubbliche ex sovietiche dell'Asia centrale sui loro confini.

Ma i Telebani hanno fallito. Non hanno smembrato l'alleanza dei paesi controllati dalla Russia. Invece di sovvertire l'Asia centrale, hanno iniziato a distruggere le statue di Buddha e a terrorizzare coloro che non seguivano l'interpretazione super repressiva dell'Islam che ha il regime.

Contemporaneamente, la Russia si è mossa nella direzione 'sbagliata', dal punto di vista di Washington. La pedina completamente controllabile Yeltsin è stato sostituito con il presidente Putin, che in parte resiste ai voleri degli Usa - per esempio contrastando il piano della Cia per impossessarsi della Cecenia attraverso l'uso di terroristi islamici legati all'Afghanistan. E ancora, Cina e Russia hanno siglato un patto di difesa reciproca. E a dispetto delle enormi pressioni Usa/Europa, Putin ha rifiutato di isolare il presidente bielorusso Lukashenko che, come l'incarcerato ma non spezzato presidente jugoslavo Milosevic, sostiene la necessità di opporsi alla Nato.(3a)

E' questa sfavorevole sequenza di avvenimenti che ha convinto Washington ad affidarsi alla sua tattica preferita: spingersi, nell'azione politica, fin sull'orlo della guerra.

Un primo segno di questa tendenza è comparso due settimane fa, appena prima delle elezioni presidenziali nella repubblica ex sovietica della Bielorussia. La Bielorussia è situata nella regione baltica, vicino alla Lituania ed alla Polonia. Washington e l'Unione Europea detestano Lukashenko perché ha rifiutato di sottomettere il suo piccolo paese ai voleri del Fondo Monetario Internazionale, e di smantellare tutte le garanzie sociali dell'era sovietica. Inoltre prese posizione in difesa della Jugoslavia. E desidera persino l'unione di Bielorussia, Ucraina e Russia. Questo desiderio di rimettere assieme ex repubbliche sovietiche, lo mette nel mirino della politica di Washington, che mira invece a frantumare ulteriormente questi paesi.

Per mesi, Washington e gli europei si sono occupati delle elezioni bielorusse. Washington ha ammesso di aver costituito circa 300 'Organizzazioni non governative'. Ciò in un paese di circa 10 milione di anime. Inoltre, appena prima delle elezioni, l'ambasciatore degli Stati Uniti Michael Kozak ha scritto ad un giornale britannico:

"'Obiettivo e metodologia degli Stati Uniti sono gli stessi in Bielorussia come in Nicaragua', dove gli Stati Uniti hanno sostenuto i Contras contro il governo di sinistra dei Sandinisti in una guerra che ha provocato almeno 30.000 vittime." ("The Times", 3 Settembre 2001.) (4)

Come ricorderete, i Contras furono uno strumento terrorista che Washington finanziò negli anni '80 per distruggere il governo nazionalista di sinistra Sandinista in Nicaragua.

I Contras erano specializzati negli attacchi ai villaggi contadini, dei quali massacravano gli abitanti; e questo quando non trafficavano con la droga. Tutto ciò emerse durante lo scandalo "Iran-Contras".

Ora Washington sta cinicamente usando la strage del World Trade Center per dirigere le strutture della Nato, invocando l'articolo 5 del Trattato, secondo il quale tutti i membri dell'Alleanza devono rispondere ad un attacco rivolto ad uno di essi.

Questo allo scopo di: a) mettere insieme una "forza per la pace" per l'Afghanistan; b) lanciare attacchi aerei e, possibilmente, terrestri; c) eliminare l'ostinata ed incompetente leadership dei Talebani; d) assumere il controllo diretto nella creazione di una occupazione militare della Nato.

Alcuni sostengono che la Nato sarebbe folle se tentasse di pacificare l'Afghanistan. Sostengono che gli inglesi fallirono nell'800 ed i Russi negli anni '80. Ma Washington non ha bisogno né intende pacificare l' Afghanistan.

Ha bisogno d'una presenza militare sufficiente per organizzare e dirigere le forze indigene al fine di penetrare le repubbliche dell'Asia centrale ed istigare conflitti. Piuttosto che provare a sconfiggere i Talebani, Washington gli farà un'offerta che non potranno rifiutare: lavorare per gli Stati Uniti; saranno argomenti convincenti l'abbondanza di soldi e di armi, e le mani libere per dirigere il traffico di droga, così come hanno consentito all'Uck di fare una fortuna con la droga nei Balcani. (5)

Oppure potranno scegliere di opporsi agli Stati Uniti, e morire.

In questo modo, Washington spera di bissare ciò che ha fatto in Kosovo, dove la Nato ha preso i gangsters trafficanti di droga e i secessionisti anti-serbi, e ne ha fatto l'organizzazione terrorista "Esercito per la liberazione del Kosovo", Uck.

In questo caso invece la materia prima sono i Talebani. Riorganizzati e posti sotto stretto controllo, rinasceranno come "Combattenti della Libertà", e saranno diretti contro le repubbliche dell'Asia centrale.

Poiché le repubbliche asiatiche combatterebbero gli intrusi, la Nato potrebbe offrire loro assistenza militare, penetrando così nella regione da entrambi i lati, per mezzo d'un conflitto istigato dalla stessa Washington. Questa tattica simultaneamente di attacco e di difesa dell'Asia centrale - è stata impiegata con grande effetto contro la Macedonia. L'obiettivo è produrre nazioni dominate dalla Nato.

Non più Uzbekistan, Turkmenistan e Tajikistan. (6) Poi il Kazakhstan ed infine la Russia.

Questa strategia non può essere venduta al popolo americano.

Ripetiamo: non può essere venduta.

E' per queste ragioni che l'amministrazione Bush sta usando il tragico incubo della strage di New York, che sua volta è accaduto con modalità tali da suggerire la complicità di poteri governativi americani occulti, per creare un'isteria internazionale sufficiente a trascinare la Nato nell'occupazione dell'Afghanistan e ad intensificare l'attacco all'ex Unione Sovietica.(7)

Prima che qualcuno dica con un sospiro "Ringrazio Dio, perché ce la siamo cavata con poco", si consideri che, a parte la violazione della sovranità nazionale ed i molti altri aspetti negativi dei piani di Washington, l'attacco all'Afghanistan porta la Nato sulla soglia di casa della Russia in Asia centrale. Ciò rappresenta un'escalation strategica del conflitto, che ci avvicina di molto - anche se nessuno può dire di quanto, né la velocità con cui avverrà - ad un conflitto nucleare.

Washington vuole evitarlo? Washington, ed i potentati capitalisti che la controllano, pensano che la Russia si lascerà distruggere. Ma sappiamo che, come dicono i Greci, "l'orgoglio è seguito dall' autodistruzione."

I Russi sono molto strani. Provano ad evitare la lotta. Ma come scoprì il sig. Hitler , quando sono messi con le spalle al muro, combattono con la forza dei leoni. E possiedono decine di migliaia di armi nucleari.

E così Washington sta giocando con la possibilità di una guerra che ripeterebbe l'orrore dell'11 settembre al World Trade Center, o persino il massacro su larga scala come i bombardamenti terroristici sulla Jugoslavia.

E tutto ciò sembra essere solo l'anticamera dell'inferno. (8)

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1) Like a man with a guilty conscience, the U.S. government and its NATO allies constantly denounce terror while routinely employing it in international affairs. See for example:

2) 'Criminal Negligence or Treason' Can be read at http://emperors-clothes.com/articles/jared/treason.htm

3) 'Why is NATO Decimating the Balkans and Trying to Force Milosevic to Surrender?' by Jared Israel and Nico Varkevisser. Can be read at http://emperors-clothes.com/analysis/whyisn.htm

3A) 'What The Hague Tribunal [sic!] Wouldn't Let Milosevic Say' This is the statement which Milosevic tried to give. To prevent it 'Judge' May cut off his mike. It can be read at http://www.icdsm.com/more/aug30.htm

4) 'Tough Measures Justified in Belarus' by Jared Israel at http://emperors-clothes.com/news/tough.htm

5) 'WASHINGTON: PARENT OF THE TALIBAN AND COLOMBIAN DEATH SQUADS' by Jared Israel. Can be read at http://emperors-clothes.com/articles/jared/mis.htm#a

6) 'SORRY VIRGINIA BUT THEY ARE NATO TROOPS, NOT 'REBELS' Can be read at http://emperors-clothes.com/mac/times.htm

7) - Click here please.

8) 'Yugoslav Auto Workers Appealed to NATO's Humanity...' Can be read at http://emperors-clothes.com/misc/car.htm

9) Rick Rozoff takes a critical look at Washington's response to Tuesday's tragedies in 'Bush's Press Conference: Into the Abyss' at http://emperors-clothes.com/articles/rozoff/abyss.htm

10) While Washington points to Osama bin Laden as "suspect # 1" in yesterday's horrific violence, the truth is not being told to the American people: 'Washington Created Osama bin Laden' by Jared Israel can be read at http://emperors-clothes.com/articles/jared/sudan.html#w

11) If one looks carefully, one can find in the Western media evidence that bin Laden has been involved - on the U.S.-backed side - in Kosovo, Bosnia and now Macedonia. Can be read at http://emperors-clothes.com/articles/jared/mis.htm

12) Bin Laden was propelled into power as part of the U.S. drive to create an Islamist terrorist movement to crush the former Soviet Union. See, the truly amazing account from the 'Washington Post,' 'Washington's Backing of Afghan Terrorists: Deliberate Policy.' at http://emperors-clothes.com/docs/anatomy.htm

13) Head of Russian Airforce says official scenario couldn't have happened. See 'Russian Airforce Chief Says Official 9-11 Story Impossible' at http://emperors-clothes.com/news/airf.htm

14) Emperor's Clothes has interviewed Rudi Dekkers from the Huffman Aviation facility, at which two of the hijack suspects were students a year ago. Though Mr. Dekkers' told the interviewer he had received many calls, the media has not published his comments. The interview was taped and the text on Emperor's Clothes is a verbatim transcript, including the grammatical errors common in daily speech. See "Interview With Huffman Aviation Casts Doubt on Official Story" at http://emperors-clothes.com/interviews/dekkers.htm

- Il re vestito a nuovo [Emperor's Clothes]

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