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Condoglianze serbe per Arafat
di Petar Makara*
Pubblicato da
Arutz Sheva
(Israel National News)
il 19 November 2004
[pubblicato in
inglese
da Emperor's Clothes il 22 novembre 2004; traduzione italiana del 10 dicembre 2004]
Traduzione dall'inglese di Samantha
Criscione
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Slobodan Milosevic ha
rilasciato una dichiarazione nella quale ha espresso le "più
profonde condoglianze" per la "perdita" di Yasser
Arafat, che egli ha chiamato "uno dei simboli più importanti
della lotta per i diritti dei popoli dei nostri giorni" e il
"Presidente della Palestina".
Nel tessere l'elogio di Arafat, Milosevic non rappresenta il popolo
serbo, neppure quella porzione relativamente piccola che, come me, lo
ha difeso attivamente contro le false accuse fabbricate contro di lui
dal Tribunale dell'Aja. Se Milosevic fosse sincero nel voler difendere
i serbi contro l'oppressione, perché appoggia Arafat, l'ultima
incarnazione dei fanatici islamici che da secoli massacrano i serbi?
Non trovo menzione di alcuna 'nazione di Palestina' nei libri di
storia. La creazione di questo Stato mitico, completo di un 'popolo'
chiamato 'i palestinesi', è stato un progetto dei governi della NATO,
dei mezzi di comunicazione di massa e dei leader arabi. Abbiamo
osservato lo stesso processo nei Balcani. Là leader occidentali e
mussulmani crearono due popoli immaginari. Uno, chiamato 'kosovaro',
era formato da comuni albanesi che vivevano in Kosovo, la culla della
cultura nazionale serba (la Gerusalemme della Serbia). L'altro popolo,
chiamato 'bosniaco', era costituito da mussulmani che vivevano
nell'unità amministrativa della Yugoslavia chiamata
Bosnia-Herzegovina, dove essi non erano in maggioranza e dove
agricoltori serbi di religione cristiana coltivavano la maggior parte
del territorio.
I media occidentali trasformarono codesti mussulmani in 'popoli' e
affibbiarono loro l'etichetta di legittimi possessori delle nazioni
immaginarie di Bosnia e Kosovo. In tal modo, i serbi potevano essere
rappresentati quali occupanti di una ipotetica terra straniera. Quando
la NATO mobilitò i 'bosniaci' e i 'kosovari' per distruggere un paese
reale - la Yugoslavia - ai cittadini dei paesi occidentali fu
venduta la menzogna che si trattasse di liberazione nazionale.
Questo è lo schema secondo il quale la NATO opera per distruggere
determinate nazioni. I media rappresentano una popolazione etnica
locale con un debole per il razzismo come una 'nazione oppressa'. Questa
viene mobilitata contro una nazione realmente esistente che è
storicamente il bersaglio dell'odio [della popolazione etnica locale]. Essa viene incoraggiata a
lanciare attacchi terroristici contro la nazione realmente esistente.
I media rappresentano questo terrore come un tentativo tragicamente
violento di raggiungere obiettivi di per sé pienamente leciti. NATO e Nazioni
Unite intervengono, aiutando e incoraggiando i terroristi a
distruggere la nazione bersaglio.
Casi in questione: albanesi in Macedonia e in Kosovo; mussulmani in
Bosnia; e arabi 'palestinesi' abitanti in Israele e nei territori
contesi, etnicamente identici agli arabi in Giordania, Egitto e Siria
(Arafat, il simbolo 'palestinese', proviene dall'Egitto). Facendo
costantemente riferimento a essi come 'palestinesi', i mezzi di
comunicazione di massa hanno conferito loro lo statuto di nazione. In questo
sono stati aiutati dal rifiuto dei governi arabi di permettere ai
rifugiati 'palestinesi' di diventare cittadini degli Stati arabi;
dalle Nazioni Unite, che hanno dato loro una fortuna in aiuti finanziari,
a condizione che essi rimanessero 'palestinesi' e rifugiati; e dal governo
degli USA, che ha costretto Israele ad accettare uno 'Stato palestinese'.
I 'palestinesi' sono definiti dallo scopo comune da essi perseguito, come
dichiarato nella costituzione del gruppo di Arafat, Al Fatah. La loro
'liberazione' necessita lo "sradicamento dell'esistenza sionista,
sia economica che politica, sia militare che culturale." I
negoziati di pace possono essere un utile passatempo, ma "[la]
lotta armata è una strategia e non una tattica [...] e questa lotta
non cesserà finché lo Stato sionista non sarà distrutto
[...]". [1]
Milosevic ha chiamato Arafat "uno dei più importanti simboli della
lotta per i diritti dei popoli dei nostri giorni". Egli può
permettersi di fare questa affermazione grottesca perché i mezzi di
comunicazione di massa quotidianamente descrivono Arafat come un
progressista laico. In realtà, Al Fatah di Arafat è l'erede del
flagello più mortale del XX secolo, il matrimonio di Islam e nazismo,
che ha causato il massacro di centinaia di migliaia di serbi, ebrei e
roma, e che ha giuocato un ruolo chiave nell'Olocausto.
Arafat: un progressista? O un
nazista?
Il muftì di Gerusalemme, Haji Amin al Husseini, innalzato a tale
carica dal governo britannico, fu il mentore di Arafat nel movimento 'palestinese'
fino alla morte nel 1974. Per fare un esempio, furono veterani dell'Alta Commissione Araba [Arab Higher Committee]
creata da Haji Amin a fondare il gruppo
terroristico Al Fatah, designando Arafat quale loro capo.
Nel 2002, quando gli fu chiesto se temesse di poter essere destituito,
Arafat rispose invocando il suo mentore, il muftì:
"Riuscirono a rimpiazzare
il nostro eroe Haji Amin al Husseini? [...] Vi furono molti tentativi di
liberarsi di Haji Amin, che veniva considerato un alleato dei nazisti.
Ma inutilmente, poiché lui continuò a vivere al Cairo e partecipò
alla guerra del 1948, e io facevo parte delle sue truppe."
[2]
Per capire a fondo Arafat,
bisogna prima capire il muftì. E ciò richiede che si capisca perché mussulmani
fanatici odiano Israele e Serbia.
Per quattrocento anni cristiani ed ebrei nei Balcani vissero sotto il
terrore dell'impero islamico ottomano
[3].
Essi erano considerati come popoli dhimmi
[protetti]. Questo era lo statuto di cristiani ed ebrei in tutto
il Medio
Oriente. Lo statuto di dhimmi significa che i mussulmani non
uccidono cristiani ed ebrei, fintanto che questi accettano la dhimma,
un accordo di capitolazione in virtù del quale codesti 'popoli del Libro' sono
ridotti a una condizione di semischiavitù dai mussulmani. Se essi
violano l'umiliante e insultante dhimma, osando ribellarsi od
opporre resistenza, le autorità islamiche sono autorizzate a
dichiarare una fatwa per una guerra santa (jihad) contro di
loro. [4]
Sicché, ai nostri giorni, quando cristiani ed ebrei nei Balcani e in
Medio Oriente difendono i propri diritti, mussulmani fanatici li
considerano leciti obiettivi per il jihad.
Forse ciò spiega perché Haji Amin al Husseini eserciti una tale
influenza sui mussulmani. Guardiamo alla sua storia. Nel 1920 egli
organizzò un massacro di ebrei a Gerusalemme. Ciò accadde tre anni
dopo che i sionisti si erano assicurati l'appoggio britannico per la
creazione di uno Stato ebraico, violando in tal modo la dhimma.
[5]
L'anno successivo il governo britannico ricompensò codesto terrorista
fanatico designandolo quale Gran Muftì di Gerusalemme. In seguito a
ciò, costui organizzò altri pogrom, incluso il massacro di Hebron
del 1929, durante il quale gli assassini cantavano "Il governo [britannico]
è con noi!" e "la Palestina è la nostra terra e gli ebrei
sono i nostri cani!" Codesti slogan esprimono l'essenza del
movimento di Haji Amin al Husseini, andato in eredità ad Arafat e ai
suoi sostenitori: non un movimento di liberazione nazionale, bensì un
movimento dipendente da sponsor molto potenti, il cui scopo è
annientare i 'cani' - "i nostri cani" - che violano la dhimma
in quanto agiscono da uomini liberi.
[6]
Dal 1936 Haji Amin ebbe una nuova Grande Potenza come alleato: la
Germania nazista. Durante la seconda guerra mondiale, egli fu il
massimo rappresentante nazista incaricato da Hitler di gestire gli
affari del mondo mussulmano. In un incontro privato, Hitler promise di
conferire a Haji Amin l'incarico di annientare gli ebrei del Medio
Oriente non appena i nazisti avessero consolidato il fronte russo.
Nel mentre Haji Amin faceva pressione sugli alti ufficiali nazisti
affinché portassero a termine il più velocemente possibile
l'Olocausto in Europa. Quella che segue è una prova testimoniale del processo
contro Adolf Eichmann, l'organizzatore dell'Olocausto [dello sterminio
pianificato degli ebrei europei], riguardo ai suoi
rapporti con il muftì di Gerusalemme, Haji Amin al Husseini:
[inizio della citazione dai
verbali del processo Eichmann]
Procuratore di Stato Bach: Questo è il nostro documento n. 281.
Il signor Steiner innanzitutto ci dice che [il vice di Eichmann, Dieter]
Wisliceny ha descritto i suoi colloqui con Eichmann sul perché la
Palestina non poteva essere considerata quale destinazione
dell'emigrazione [ebraica]: "Quando gli chiesi il perché, egli
scoppiò a ridere e mi chiese se non avessi mai sentito parlare del Gran
Muftì Husseini. Spiegò che il Muftì è in stretto contatto e
collabora con Eichmann, e perciò la Germania non può consentire che la
Palestina divenga la destinazione finale, poiché ciò sarebbe un grave
colpo al prestigio della Germania agli occhi del Muftì." Poi continua: "Nel
corso di codesta conversazione, Wisliceny mi mise al corrente di
ulteriori dettagli riguardo alla cooperazione tra Eichmann e il Muftì.
Il Muftì è un nemico giurato degli ebrei e ha sempre lottato per
l'idea di annientare gli ebrei [...] Il Muftì è uno degli ideatori
della distruzione sistematica degli ebrei europei da parte dei tedeschi, ed è diventato
collega fisso, partner e consigliere di Eichmann [...] nello svolgimento
di codesto programma. [...]"
[7]
[fine della citazione dai
verbali del processo Eichmann]
Nello stesso tempo il muftì
organizzava la divisione "Handzar [Spada]" delle SS formata da mussulmani bosniaci. Essi
combatterono a Stalingrado e diedero la caccia a decine di migliaia di serbi,
ebrei e roma. Ben consapevole del potere del fanatismo mussulmano,
Hitler ordinò agli ufficiali tedeschi della divisione "Handzar" di
portare il fez, che era divenuto il simbolo del jihad. (Negli anni
novanta del secolo scorso i mussulmani estremisti della Bosnia, che
venivano sostenuti dalla NATO, commemorarono con ammirazione la
divisione SS "Handzar").
[8]
Dopo la guerra Haji Amin
ritornò in Medio Oriente, in maniera scandalosa, sotto la protezione del
Dipartimento di Stato americano
[9].
Là giunto, ricominciò a terrorizzare quegli arabi che volevano vivere
in pace con gli ebrei, e incitò gli arabi a massacrare gli ebrei nel
1948, quando gli eserciti arabi cercarono di distruggere l'appena
formato Stato di Israele.
Questo è l'uomo che ha dato forma al movimento 'palestinese' del
dopoguerra, nato dal matrimonio tra l'Islam fanatico e il nazismo
tedesco, completo di un immaginario 'popolo palestinese', creato dal
nulla con il solo scopo di suscitare l'appoggio mondiale per la
distruzione di Israele, dipingendo codesta distruzione come atto di
liberazione nazionale. Chiamando Arafat un simbolo della lotta per la
giustizia, Milosevic di fatto è perfettamente allineato con
l'establishment occidentale. Non è la prima volta.
L'immagine propagandata dai media occidentali di Milosevic quale
difensore militante dei serbi è pura finzione. L'ormai distrutto Stato
di Yugoslavia era in primo luogo una creazione dei serbi, affinché i
Balcani potessero venire protetti dai conquistatori mussulmani, che
avevano terrorizzato serbi - ed ebrei - per quattrocento anni, e anche
dagli austro-ungarici e dai tedeschi, che nel secolo scorso uccisero più di due milioni di
serbi, ebrei e roma [NdT - L'autore si riferisce alle vittime dello
sterminio sul territorio ex-yugoslavo]. La Yugoslavia fu anche
creata affinché l'intero popolo serbo potesse vivere in uno Stato
comune. Quando i fascisti e gli estremisti islamici, con l'appoggio
della Germania, del Regno Unito e degli USA, tentarono di distruggere la
Yugoslavia negli anni novanta, il governo di Milosevic adottò la linea
della diplomazia occidentale, secondo la quale gli attacchi contro i serbi
nelle regioni yugoslave di Bosnia e di Croazia erano un affare puramente
locale, e la Serbia vera e propria doveva tenersene fuori.
Così, all'inizio del conflitto - quando la resistenza compatta avrebbe potuto evitare
la distruzione della Yugoslavia - Milosevic atomizzò i serbi, impedendo
un'azione unitaria e demoralizzando i molti che volevano reagire. Ma
Milosevic non si limitò a sostenere che lo Stato serbo non aveva alcuna
responsabilità riguardo alla difesa dei serbi dei territori della
Bosnia e della Krajina (vicino alla Croazia), egli cercò anche di
impedire che codesti serbi 'locali' si difendessero da soli. Milosevic
dichiarò che i serbi della Krajina avrebbero dovuto fare affidamento
per la propria difesa sulle Nazioni Unite. Quando gli Stati arabi e
l'Iran, sotto il coordinamento del Pentagono, inviarono terroristi
mediorientali in Bosnia per distruggere i serbi, e i serbi bosniaci
resistettero, Milosevic dichiarò un embargo contro di essi.
[10]
Accusando falsamente Milosevic di atrocità contro i mussulmani, il
Tribunale della NATO ha reso necessario, per quanti vogliano difendere
la verità sulla Yugoslavia, prendere le difese di Milosevic. Io
continuerò a oppormi alle accuse contro Milosevic, poiché codeste
accuse sono false. Milosevic non è colpevole di crimini contro i
mussulmani bosniaci, contro i croati o contro gli albanesi del Kosovo.
Piuttosto, egli è colpevole di avere facilitato l'azione violenta
della NATO contro il suo stesso popolo. Gli attacchi del Tribunale
dell'Aja contro di lui rappresentano un tentativo di demonizzare i serbi. Ma il popolo serbo si trova
oggi in una situazione disperata in
larga parte perché Milosevic ha sabotato un'azione unitaria.
Petar Makara,
Contributing Editor,
Emperor's Clothes
Note al testo dopo l'appello
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http://emperors-clothes.com/it/arts/makara.htm
[1]
Per una introduzione alla
costituzione di Al Fatah (Fateh), cfr.
http://www.fateh.net/e_public/constitution.htm
[NdT - Una traduzione parziale in lingua italiana della costituzione di
Al Fatah si trova sul sito
http://digilander.libero.it/thatsthequestion/fatah.htm]
[2] Cfr.
http://www.pmw.org.il/bulletins-050802.html.
[3] Per saperne di più
sulla storia dell'oppressione dei serbi da parte dei mussulmani sotto
l'impero ottomano e successivamente, cfr.
http://www.srpska-mreza.com/History/pre-wwOne/Muslims.html
[4] Cfr. Bat Ye'or, "Dhimmitude
Past and Present: An Invented or Real History? [Lo statuto di dhimmi
ieri e oggi: storia reale o inventata?]", conferenza tenuta alla Brown
University, Providence, Rhode Island, il 10 ottobre 2002, alla pagina
http://www.dhimmitude.org/archive/by_lecture_10oct2002.htm
[5] Sulla Dichiarazione Balfour
cfr.
http://www.yale.edu/lawweb/avalon/mideast/balfour.htm
Per il documento della Lega
delle Nazioni che sancisce l'istituzione del mandato britannico sulla
Palestina con lo scopo di creare uno Stato ebraico cfr.
http://www.yale.edu/lawweb/avalon/mideast/palmanda.htm
[6] Per resoconti di
testimoni oculari degli eventi del 1929 a Hebron cfr. " 'The Government is With Us'
[Il Governo è dalla nostra parte]" sul sito
http://www.professors.org.il/docs/eye.htm#Hersh
Vedi in particolare la testimonianza del giornalista Pierre Van Paassen
sull'ufficiale britannico che manifestamente sottostava agli ordini di
permettere il massacro degli ebrei
(si trova circa alla fine della pagina).
[7] Cfr. "The Trial of
Adolf Eichmann, Session 50 [Il processo ad Adolf Eichmann , Udienza 50]"
alla pagina http://tinyurl.com/4c25f
[NdT - Su
Eichmann
cfr. l'eccellente sito
http://www.olokaustos.org,
che presenta un vasto apparato informativo sulla politica di sterminio
del nazismo tedesco, e del suo sollecito alleato, il fascismo italiano]
[8]
Cfr. "Himmler was their Defender: The SS Handzar
Division Lives on in Bosnia [Himmler era il loro protettore. La
divisione SS "Handzar" continua a vivere in Bosnia]" alla pagina
http://emperors-clothes.com/bosnia/svijet.htm
[9] Cfr. ‘Observer’ [Immanuel
Velikovsky], “Ex-Mufti, Criminal Ally [Ex muftì, alleato criminale]”,
New York Post, lunedì 23 febbraio 1948:
http://www.varchive.org/obs/480223.htm
[10] Cfr. "Dutch Report: Pentagon
Secret Service Directed Iran's Bosnian Terror [Rapporto del governo
olandese: i servizi segreti del Pentagono diressero il terrore in Bosnia]"
alla pagina
http://emperors-clothes.com/analysis/deja.htm#dutch
Sulla distruzione dei serbi della Krajina, vedi
http://www.srpska-mreza.com/Krajina/index.html
Emperor's
Clothes
www.tenc.net
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